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Le Malattie della Prostata

 

 

Le due principali malattie della prostata sono l’ipertrofa prostatica ed il carcinoma della prostata.
Il carcinoma della prostata è uno dei tumori più frequenti nella popolazione maschile. Nonostante l’elevato tasso di incidenza la mortalità è in diminuzione grazie alla diagnosi precoce .
L’ipertrofa prostatica colpisce molti uomini adulti e si manifesta soprattutto con disturbi urinari. Una corretta diagnosi permette di ridurre i sintomi e di migliorare la qualità della vita .

 
 

IL CARCINOMA DELLA PROSTATA

 

È tra i tumori più frequenti nella popolazione maschile dei Paesi occidentali. I fattori di rischio non sono ben chiari sebbene siano state dimostrate alcune correlazioni con abitudini alimentari (dieta ricca di grassi) e la familiarità per neoplasia prostatica (padre o fratello).
Grazie ad una diagnosi precoce la mortalità del tumore della prostata è in diminuzione con miglioramento della sopravvivenza.
La diagnosi precoce della prostata si basa su controlli periodici che prevedono una visita urologica, il dosaggio del PSA ed eventuali ulteriori esami strumentali.

Visita Urologica : prevede un colloquio con raccolta anamnestica per la ricerca di fattori di rischio e l’esame obiettivo. Una fase fondamentale della visita urologica è rappresentata dalla esplorazione rettale che consente di individuare eventuali segni sospetti.

Dosaggio ematico del PSA : valori alterati di questo indice possono rappresentare “campanelli di allarme” per il tumore prostatico. Pertanto la conoscenza di questo valore risulta fondamentale per una visita completa.

Ecografa prostatica transrettale consente di studiare la conformazione della prostata, le sue dimensioni e di individuare eventuali aree sospette.

Risonanza Magnetica Multiparametrica: trova indicazione nello studio dei pazienti a rischio di sviluppare il tumore della prostata (PSA “sospetto”, familiarità). Questa metodica, prendendo in esame diversi parametri (da qui il nome di “multiparametrica”) consente di documentare con un buon grado di precisione la presenza di tumore (che deve poi comunque essere accertata mediante biopsia). Si tratta di un esame che ha un valore predittivo negativo superiore al 90%, per cui quando il risultato è negativo si evita la biopsia

 • Biopsia prostatica: consente di porre diagnosi di tumore della prostata. Essa si esegue solo quando vi è un effettivo sospetto di carcinoma prostatico dopo aver effettuato la visita urologica ed il dosaggio del PSA. Si può effettuare sotto guida ecografca oppure in ecografa guidata dalla Risonanza Magnetica Multiparametrica.

 
 

Il tumore della prostata ha una elevatissima probabilità di guarigione se diagnosticato precocemente.
La diagnosi precoce consente di fornire al paziente il trattamento “minimo indispensabile” per garantire la cura della malattia.
Talvolta, in pazienti selezionati, non si rende necessaria alcuna cura ma solamente uno stretto programma di controlli (la cosiddetta “ sorveglianza attiva ”) volti a seguire lo sviluppo della malattia, pronti ad intervenire nei casi in cui vi sia davvero necessità

 

Il tumore della prostata, a seconda del grado (aggressività) e dello stadio (estensione) della malattia, può essere trattato con due diverse metodiche: chirurgia e radioterapia.

 • Chirurgia: è ad oggi il trattamento più utilizzato ed è indicata nei casi in cui la malattia sia confnata alla prostata. La prostatectomia radicale prevede l’asportazione della prostata, delle vescicole seminali ed in alcuni casi dei linfonodi della regione vicina alla prostata. Questo intervento si associa ad un buon tasso di guarigione della malattia grazie alla sua radicalità. Tuttavia dopo questa procedura i pazienti possono presentare incontinenza e impotenza. Grazie all’afnamento delle tecniche chirurgiche (“nerve sparing”) e ad una migliore conoscenza dell’anatomia, negli ultimi anni il tasso di incontinenza si è ridotto notevolmente e anche il recupero della potenza sessuale è migliorato. L’introduzione di nuove tecnologie come la chirurgia robot-assistita ha consentito di limitare la morbidità perioperatoria e di ottenere un più precoce recupero dei risultati funzionali riducendo l’impatto sulla qualità di vita del paziente rispetto alla chirurgia tradizionale, pur mantenendo gli stessi risultati oncologici.

 • La radioterapia: rappresenta un’altra opzione terapeutica per il trattamento del tumore della prostata. Utilizza radiazioni ad alta energia per “uccidere” le cellule tumorali. Può essere utilizzata a scopo “curativo” come trattamento radicale oppure può essere associata alla chirurgia subito dopo prostatectomia radicale (“adiuvante”) o a distanza di tempo (“di salvataggio”).

Nei pazienti con malattia già metastatica o nei pazienti non candidabili ad un intervento radicale per l’età o per le comorbidità può essere utilizzata anche la terapia ormonale : si tratta di farmaci che riducono l’azione del testosterone per “bloccare” o limitare la malattia. Tale terapia a volte può essere associata anche alla radioterapia o somministrata dopo l’intervento chirurgico.

 

L’IPERTROFIA PROSTATICA

Colpisce molti uomini in età adulta e si manifesta con disturbi urinari (disuria). In particolare può provocare ostruzione urinaria (riduzione del mitto) e difcoltoso svuotamento della vescica con comparsa di sintomi irritativi quali la pollachiuria (aumentata frequenza minzionale) e la nicturia (aumentata frequenza minzionale notturna). Le complicazioni più importanti dell’ipertrofa prostatica sono: formazione di calcoli vescicali; formazione di diverticoli vescicali; infezioni urinarie; ritenzione urinaria (che richiede il posizionamento di un catetere vescicale). La diagnosi e la cura si basano su:
 •Visita Urologica: consente di riconoscere i sintomi dell’ipertrofa e di “visitare” la prostata tramite l’esplorazione rettale. Dopo un corretto inquadramento diagnostico è possibile scegliere la migliore strategia terapeutica.
Ecografa prostatica transrettale consente di studiare i volumi della prostata e di valutare lo svuotamento della vescica
Uroflussometria: valuta la qualità del flusso urinario.

Il trattamento dei sintomi da ipertrofa prostatica è in prima istanza di tipo medico. Si somministrano farmaci che hanno lo scopo di ridurre i sintomi e di limitare la crescita del tessuto prostatico. Nei casi in cui la terapia medica fallisca o nei casi in cui si manifestino le complicazioni su descritte può essere indicato un trattamento chirurgico.

TURP: si tratta di un intervento endoscopico che utilizza come via d’accesso il canale uretrale. Durante l’intervento l’adenoma prostatico (la parte della prostata ipertrofca) viene ridotto di dimensioni tramite l’asportazione di “fettine” di tessuto prostatico. È solitamente indicato per prostate di medie dimensioni (fno a 60-80 gr).

Adenomectomia prostatica transvescicale (ATV) : è un intervento chirurgico eseguito solitamente a cielo aperto.In questo caso l’adenoma prostatico viene enucleato attraverso un accesso addominale e transvescicale. Questo intervento è indicato per le prostate di marcate dimensioni (>80 gr).

HoLEP : è un intervento endoscopico transuretrale che si avvale dell’uso del laser ad Holmio. Questa tecnica sta sostituendo in molti casi l’adenomectomia transvescicale. Grazie all’uso del laser infatti è possibile limitare le perdite ematiche ed è possibile trattare anche ghiandole prostatiche di dimensioni superiori a 80 gr.

 
 

Informazioni e prenotazioni:
dal Lunedì al Venerdì dalle 8:00 alle 19:00
Sabato dalle 8:00 alle 13:00
Tel. 051.62.22.008