La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione in cui il contenuto dello stomaco risale nell'esofago.
Normalmente, tra esofago e stomaco è presente una valvola muscolare chiamata sfintere esofageo inferiore, che impedisce questa risalita. Quando questo meccanismo non funziona correttamente, il contenuto gastrico può refluite nell'esofago e, talvolta, raggiungere la cavità orale o le vie respiratorie, dove irrita la mucosa causando diversi sintomi.
È importante sottolineare che episodi occasionali di reflusso possono verificarsi anche in persone sane e sono piuttosto comuni. La presenza di reflussi sporadici non significa necessariamente avere una malattia. Si parla di MRGE quando i sintomi sono frequenti, persistenti o compromettono il benessere e la qualità di vita della persona.

I sintomi della MRGE possono variare da persona a persona. I più tipici sono:
● bruciore dietro lo sterno (pirosi retrosternale);
● rigurgito acido;
● dolore retrosternale (chest pain), dopo aver escluso una causa cardiaca.
La malattia da reflusso gastroesofageo può causare anche sintomi cosiddetti "atipici" o extraesofagei, che possono essere presenti anche in altre patologie:
● difficoltà a deglutire (disfagia);
● sensazione di nodo alla gola;
● tosse persistente;
● raucedine o abbassamento della voce;
● mal di gola ricorrente.
I sintomi tendono a comparire più facilmente:
● dopo pasti abbondanti
● dopo l'assunzione di cibi particolarmente grassi;
● quando ci si sdraia subito dopo aver mangiato;
● durante la notte;
● piegandosi in avanti.
Diversi fattori possono favorire il reflusso gastroesofageo:
● sovrappeso o obesità
● pasti abbondanti;
● consumo frequente di alimenti ricchi di grassi;
● fumo di sigaretta;
● consumo eccessivo di alcol;
● gravidanza;
● stress;
● alcune terapie farmacologiche;
● presenza di ernia iatale.
È importante precisare che l'ernia iatale rappresenta un fattore predisponente alla MRGE, ma non coincide necessariamente con la malattia da reflusso. Molte persone presentano infatti un'ernia iatale senza sviluppare sintomi o manifestazioni cliniche di reflusso.
La diagnosi della malattia da reflusso gastroesofageo inizia con una valutazione dei sintomi, della loro frequenza e della storia clinica della persona.
Quando sono presenti sintomi tipici, come pirosi, rigurgito e dolore retrosternale, in assenza di sintomi di allarme, il medico può decidere di iniziare un trattamento empirico con inibitori di pompa protonica (IPP).
I principali sintomi di allarme sono:
● difficoltà a deglutire;
● sensazione di blocco o ostacolo al passaggio del cibo;
● dolore durante la deglutizione;
● perdita di peso involontaria;
● vomito persistente;
● presenza di sangue nel vomito;
● emissione di feci nere (melena).
Nei casi in cui i sintomi siano atipici o siano presenti sintomi di allarme, la diagnosi deve essere confermata mediante esami strumentali (Gyawali CP et al. Gut 2024;73:361-371).